" Dolce Ada " canzone dedicata a
Wladyslawa Jankowska
di Marcantonio Scaramuzza
Testo
Ada, venivi da un cielo lontano,
dalle strade di Polonia portavi il tuo domani.
Capelli biondi come spighe d’estate,
occhi verdi come il mare che sa farsi amare.
Eri un sorriso che scioglieva il dolore,
un viso d’angelo che parlava al cuore.
Simpatica, allegra, anima leggera,
eri un porto sicuro in ogni mia sera.
Eri un’amica speciale, una mamma infinita,
una nonna affettuosa, saggia nella vita.
Un’artista dal talento che non ha confini:
nei tuoi quadri c’era Totò, Capri, Napoli e i nostri destini.
La natura ti parlava e tu la dipingevi,
come se i colori ti vivessero dentro.
Hai sofferto tanto, ma non l’hai mai fatto vedere,
donavi luce mentre tu tacevi.
Ada… tu sei nell’anima, e resterai per sempre lì.
Mi hai cresciuto come un figlio, quando il mondo crollò su me.
Quando mia madre volò via nel tragico destino,
tu mi tenevi la mano, mi riportavi il respiro.
Ora se n’è andata anche la tua voce,
e questo dolore fa tremare il cuore.
Ma vivrai in me, dolce Ada, oltre ogni notte e ogni età…
Tu sarai per sempre casa.
Quasi trent’anni fa mi hai insegnato a stare in piedi,
a guardare avanti, anche quando non ci credi.
Tu eri forza, eri calma, eri vita che consola,
eri una rinascita che arriva e non si scorda.
Ora cammino sapendo che mi guardi ancora,
come un’ombra buona che mi sfiora quando imploro.
So che vorresti vedermi sorridere un giorno,
perché la nostra storia non muore, si trasforma.
Ada… tu sei nell’anima, e resterai per sempre lì.
Mi hai cresciuto come un figlio, quando il mondo crollò su me.
Quando mia madre volò via nel tragico destino,
tu mi tenevi la mano, mi riportavi il respiro.
Ora se n’è andata anche la tua voce,
e questo dolore fa tremare il cuore.
Ma vivrai in me, dolce Ada, oltre ogni notte e ogni età…
Tu sarai per sempre casa.
E allora stringo forte ciò che mi hai donato,
le tue parole, i tuoi colori, ogni tuo fiato.
Tu, che mi hai insegnato come si risale,
ora cammini accanto a me in modo immortale.
Ada… tu sei nell’anima, e non ti perderò mai più.
Se chiudo gli occhi vedo il mare smeraldo dei tuoi occhi lassù.
Ti cercherò nei giorni buoni, nei silenzi, nella vita,
nelle tele che hai lasciato come un’eco infinita.
E anche se fa male, giuro che vivrò per te…
Sarai sempre nel mio cuore,
dolce Ada, amore senza tempo per me.
" Dolce Ada " © Marcantonio Scaramuzza 2025
Ada, venivi da un cielo lontano,
dalle strade di Polonia portavi il tuo domani.
Capelli biondi come spighe d’estate,
occhi verdi come il mare che sa farsi amare.
Eri un sorriso che scioglieva il dolore,
un viso d’angelo che parlava al cuore.
Simpatica, allegra, anima leggera,
eri un porto sicuro in ogni mia sera.
Eri un’amica speciale, una mamma infinita,
una nonna affettuosa, saggia nella vita.
Un’artista dal talento che non ha confini:
nei tuoi quadri c’era Totò, Capri, Napoli e i nostri destini.
La natura ti parlava e tu la dipingevi,
come se i colori ti vivessero dentro.
Hai sofferto tanto, ma non l’hai mai fatto vedere,
donavi luce mentre tu tacevi.
Ada… tu sei nell’anima, e resterai per sempre lì.
Mi hai cresciuto come un figlio, quando il mondo crollò su me.
Quando mia madre volò via nel tragico destino,
tu mi tenevi la mano, mi riportavi il respiro.
Ora se n’è andata anche la tua voce,
e questo dolore fa tremare il cuore.
Ma vivrai in me, dolce Ada, oltre ogni notte e ogni età…
Tu sarai per sempre casa.
Quasi trent’anni fa mi hai insegnato a stare in piedi,
a guardare avanti, anche quando non ci credi.
Tu eri forza, eri calma, eri vita che consola,
eri una rinascita che arriva e non si scorda.
Ora cammino sapendo che mi guardi ancora,
come un’ombra buona che mi sfiora quando imploro.
So che vorresti vedermi sorridere un giorno,
perché la nostra storia non muore, si trasforma.
Ada… tu sei nell’anima, e resterai per sempre lì.
Mi hai cresciuto come un figlio, quando il mondo crollò su me.
Quando mia madre volò via nel tragico destino,
tu mi tenevi la mano, mi riportavi il respiro.
Ora se n’è andata anche la tua voce,
e questo dolore fa tremare il cuore.
Ma vivrai in me, dolce Ada, oltre ogni notte e ogni età…
Tu sarai per sempre casa.
E allora stringo forte ciò che mi hai donato,
le tue parole, i tuoi colori, ogni tuo fiato.
Tu, che mi hai insegnato come si risale,
ora cammini accanto a me in modo immortale.
Ada… tu sei nell’anima, e non ti perderò mai più.
Se chiudo gli occhi vedo il mare smeraldo dei tuoi occhi lassù.
Ti cercherò nei giorni buoni, nei silenzi, nella vita,
nelle tele che hai lasciato come un’eco infinita.
E anche se fa male, giuro che vivrò per te…
Sarai sempre nel mio cuore,
dolce Ada, amore senza tempo per me.
" Dolce Ada " © Marcantonio Scaramuzza 2025
Spiegazione della canzone “Dolce Ada” – © Marcantonio Scaramuzza 2025
“Dolce Ada” nasce dal dolore più profondo e allo stesso tempo dall’amore più grande.
È un brano dedicato a Wladyslawa Jankowska, nata in Polonia il 1 dicembre del 1953 , detta Ada, la donna che – dopo la tragedia della scomparsa di mia madre Paola Labriola – quasi 30 anni fa mi ha raccolto da terra, mi ha dato una casa nel cuore e mi ha salvato la vita.
Ada è stata per me tutto: una seconda madre, un’amica preziosa, una guida paziente, un faro che non si spegneva mai. Senza di lei non sarei diventato l’uomo e l’artista che sono oggi. È stata accanto a me nei momenti più bui e ha condiviso quelli più luminosi: i miei studi di recitazione, la borsa di studio a Roma, il nostro cortometraggio su Totò “La verità di Totò” – nato insieme alle nostre idee e dalla sua creatività artistica – fino all’emozione di sfilare sul red carpet alla Festa del Cinema di Roma nel 2007, dove ebbi l’onore di incontrare Francis Ford Coppola.
Ogni passo, ogni conquista, aveva il suo sorriso accanto al mio.
Ada era un’artista immensa, autodidatta, piena di talento: dipinti, sculture in legno, saponi scolpiti come sculture di marmo mostrati persino in televisione a canale 5 da Maurizio Costanzo nel 1999 ; inseguito ha creato opere dedicate a Totò, alla sua amata Napoli, a Capri, a Procida. Un’artista, ma anche una donna dal cuore sconfinato: mamma, nonna, amica e sostegno di tante persone.
La canzone nasce però anche dal dolore straziante del suo ultimo periodo di vita.
Il suo ricovero al Policlinico Federico II di Napoli , le tante complicazioni, le sofferenze che si sono moltiplicate giorno dopo giorno… e io lì, con lei, ogni giorno, cercando di aiutarla, di darle un po’ di conforto, mentre il mio corpo perdeva dieci chili e la mia anima si spezzava.
Ho visto Ada soffrire troppo, e una parte di me si è spenta con lei, quando il 6 settembre 2025 lo shock settico ha segnato il destino, portandola via definitivamente l’8 settembre alle 4:25 del mattino.
Per settimane il dolore è stato un macigno, ma poi ho sentito che Ada non avrebbe voluto vedermi così.
Così, giorno dopo giorno, ho trasformato quel dolore in parole, quelle parole in un racconto, e il racconto in una canzone.
È un atto d’amore, l’ultimo tra noi due, ma anche il primo di un nuovo modo di sentirla vicina.
“Dolce Ada” è la mia lettera per lei.
Un abbraccio che supera la morte.
Un grazie eterno a una donna che ha reso possibile tutto ciò che sono.
Una promessa di continuare a vivere anche per lei, con la sua luce dentro di me.
Pubblico questa canzone oggi, 20 novembre 2025, con il cuore colmo: non solo di nostalgia, ma di un amore che non finirà mai.
Marcantonio Scaramuzza